Boston, novembre 1971


 

Mentre l'orchestra alle sue spalle suonava le note finali di Can't Help Falling In Love, Elvis prendeva il mantello e, allargando le braccia, si mostrava al suo pubblico. 

Prima, con lo sguardo dritto nei loro occhi li guardava, dando la sensazione di poter cogliere le sfumature di ogni persona seduta davanti a lui, e poi con un gesto regale volgeva lo sguardo verso il cielo, che in quell'istante sembrava così tanto vicino a lui da poterlo trascinare verso le stelle in un attimo.

Ma Elvis era ancora lì, il cielo aveva deciso che avrebbe dovuto restare coi piedi poggiati a terra ancora per un po'.

Forse erano le urla del pubblico ma dopo aver guardato un punto invisibile ai più, Elvis riposò lo sguardo sulla sua gente, salutando tutti con occhi ridenti.

L'attimo infinito era finito. Elvis scompariva dal palco correndo.

La stessa scena si sarebbe ripetuta tante altre volte, fino a che il cielo e le stelle glielo avrebbero permesso.

 

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